■ Morimondo. Un’interessante scoperta fatta nel corso del restauro della Chiesa di Caselle

 

MORIMONDO: Una pittura su muro è riapparsa, grazie agli interventi di restauro, nella piccola chiesa di Caselle

L’ANNUNCIAZIONE SCOPERTA

 

Sono terminati proprio questa settimana i lavori dì restauro alla chiesetta intitolata a Sant’Alberto nell’omonima piazza di Caselle.

Sarà una Pasqua speciale per i fedeli… una Pasqua di scoperta.

Come ci spiega il sindaco di Morimondo Marco Marelli: «è stato possibile riportare alla luce un antico affresco dell’Annunciazione.

Da tempo il comune insieme alla parrocchia desiderava intervenire nella piccola chiesetta. Grazie ad una raccolta fondi a ottobre dello scorso anno abbiamo potuto dare il via ai lavori. La vera scoperta sta proprio nel ritrovamento: non ci aspettavamo tanto.

Non sapevamo che potevano essere ripresi gli affreschi: dell’antico dipinto si intravedevano solo dei dettagli, come il libro della Vergine, e poco altro, mentre oggi, grazie all’intervento di recupero appena concluso secondo le indicazioni della Soprintendenza, è possibile leggere chiaramente l’iconografia».

A parlarci dei lavori effettuati è la restauratrice Anna Massardi, che nel nostro territorio ha recentemente portato a termine il recupero della “Beata Vergine del Lazzaretto” nella chiesa del cimitero di Lacchiarella.

L’abbiamo incontrata martedì mattina nella piccola chiesa di Caselle, già oggetto di un lavoro di restauro all’esterno (la tintura utilizzata per le pareti esterne dell’edificio stava danneggiando anche l’interno e grazie a un contributo di Fondazione Ticino Olona alcuni anni fa era stato possibile intervenire per scrostare e intonacare nuovamente tutto).

«I lavori – ci spiega l’architetto, esperta in interventi conservativi ed estetici – sono iniziati nel mese di ottobre e terminati proprio in questi giorni. Può definirsi un intervento di scoperta, si poteva intuire qualcosa dai frammenti di campitura, ma nulla di quello che è in realtà riaffiorato.

La parete sembrava mitragliata, presentava cioè diversi buchi (negli anni è stata moltissime volte utilizzata per inchiodare i drappi durante le funzioni religiose ndr) ed è stato per questo necessario prima stuccare le zone danneggiate e poi proseguire con la ricostruzione dello sfondo. Il disegno è riapparso poco alla volta.

Non ci aspettavamo di trovare un angelo cosi ben conservato, anche la colomba è stata una sorpresa. Siamo rimasti piacevolmente colpiti anche dalla ottima stesura del colore (tempera su affresco), mentre la figura più danneggiata è certamente quella di Maria.

Del viso della donna, che riceve dall’angelo l’annuncio del concepimento miracoloso di Gesù, non è rimasto praticamente nulla e si è scelto dì non intervenire per non creare un falso storico».

Ed è sempre la restauratrice Massardi a precisare altri dettagli: «E’ al momento difficile datare l’opera: potrebbe essere un affresco del 1600, ma anche del 1800. Certamente molto interessante!

Ci sono altre zone da recuperare: delle immagini si intravedono nell’arcata. Speriamo di poter intervenir ancora». I fedeli avranno la possibilità di ammirare i dipinti già dai prossimi giorni: nella chiesetta viene, infatti, celebrata messa due giorni la settimana: la domenica e il giovedì.

Marina Rosti

■ Terminato il restauro della “Beata Vergine del Lazzaretto” a Lacchiarella (MI)

Terminato il restauro della “Beata Vergine del Lazzaretto” nella chiesa del cimitero di Lacchiarella (MI).
Lunedì scorso si è celebrata la messa durante la quale è stato benedetto l’affresco. Riportiamo la notizia pubblicata dal quotidiano Il Giorno (nella foto una fase del restauro).

 

■ Restauro delle pale della Chiesa di San Zenone a Odolo (BS)

Pubblichiamo l’articolo di Bresciaoggi del 30/7/2016 sui restauri delle pale della Chiesa di San Zenone a Odolo (BS) voluti da don Gualtiero Pasini.
La prima è una pala realizzata probabilmente all’inizio del Cinquecento, opera con tutta probabilità di un pittore tedesco e giunta poi, non si sa seguendo quali vie e attraversando quali vicissitudini, in Valsabbia. Rappresenta la Visitazione di Maria ad Elisabetta.
La seconda è invece attribuita al pittore bresciano Orazio Pilati, vissuto nel Seicento e del quale si hanno scarse notizie, e rappresenta la figura della 30Vergine Maria assieme ai santi Rocco e Francesco.